L’attività postbellica di Fernanda Gobba Ojetti e il rapporto con Duilio Susmel: nuove prospettive di ricerca/Fernanda Gobba Ojetti’s post-war activities and her relationship with Duilio Susmel: new avenues for research
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DOI:
https://doi.org/10.13138/2039-2362/4812Parole chiave:
Fernanda Gobba Ojetti, Duilio Susmel, Salviatino, FascismoAbstract
Il contributo mira a ridefinire il ruolo di Fernanda Gobba Ojetti nella rete intellettuale italiana del secondo dopoguerra, con particolare attenzione alla sua influenza sul giovane studioso e collezionista Duilio Susmel. Attraverso l’analisi incrociata degli epistolari conservati negli archivi personali di Susmel e Ojetti, si sono ricostruite dinamiche personali e professionali, dalle quali è emerso che Fernanda Gobba Ojetti non fu solo un tramite, ma svolse un ruolo attivo nella formazione di Duilio, facilitando contatti, fornendo materiali bibliografici e iconografici, e intervenendo concretamente nella revisione dei suoi lavori. Inoltre, si mette in luce l’incidenza delle convinzioni politiche personali nell’attività della donna, offrendo spunti di ricerca sia sul suo personale contributo nella costituzione della collezione Ojetti durante il regime fascista, sia sull’impegno con cui sostenne intellettuali e artisti nel periodo postbellico.
This paper aims to redefine Fernanda Gobba Ojetti’s role within the Italian intellectual network of the post-war period, with particular attention to her influence on the young scholar and collector Duilio Susmel. Through a cross-analysis of the correspondence preserved in the personal archives of Susmel and Ojetti, personal and professional dynamics have been reconstructed, revealing that Fernanda Gobba Ojetti was not merely an intermediary but played an active role in Duilio’s development, facilitating contacts, providing bibliographical and iconographical materials, and playing a hands-on role in the revision of his works. Furthermore, the study highlights the influence of her personal political convictions on her activities, offering avenues for research both into her personal contribution to the establishment of the Ojetti collection during the Fascist regime and into the commitment with which she supported intellectuals and artists in the post-war period.
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