«Nova domus comunis padue que est in capite fori». Il Palazzo della Ragione di Padova nel Duecento / Nova domus comunis padue que est in capite fori». The 13th century phase of the Palazzo della Ragione of Padua

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Pubblicato

2026-06-29

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Saggi

DOI:

https://doi.org/10.13138/2039-2362/4250

Autori

  • Elisabetta Cortella Università degli studi di Padova

Parole chiave:

patrimonio architettonico, Storia dell'arte

Abstract

Il saggio pone l’attenzione sulla fase duecentesca del Palazzo della Ragione di Padova, ovvero quella antecedente all’intervento monumentale di Giovanni degli Eremitani e ne ricostruisce, lì dove è possibile, l’antica facies. Pur ispirato al modello lombardo, per la posizione di centralità rispetto alle piazze, l’uso dei materiali e dei particolari decorativi, il palazzo padovano mostra influenze veneziane e lagunari, visibili nella struttura aperta del portico, nel dialogo diretto con gli spazi circostanti, nella ritmica delle lunghe arcate e delle fitte lesene, che lo rendono simile a una strada coperta più che a un edificio chiuso. Queste scelte riflettono un’ideologia democratica e una volontà da parte del Comune di Padova di rendere gli spazi pubblici il più possibile accessibili ai cittadini, favorendone il dialogo. Emerge così un edificio che fonde consapevolmente stili architettonici diversi: la matrice originaria romanico lombarda e le suggestioni veneziane lagunari, in una visione di propaganda politica volta alla monumentalità e affermazione cittadina. Un approccio sperimentale ed originale che culminerà successivamente nel Trecento con l’intervento di Giovanni degli Eremitani, che ne consolida il valore simbolico e artistico con la volta a carena di nave.

The essay focuses on the 13th-century phase of the Palazzo della Ragione in Padua, specifically the period prior to the monumental intervention by Giovanni degli Eremitani, and it reconstructs, where possible, its original appearance. Although inspired by the Lombard model—evident in its central position in the squares, the use of materials, and certain decorative elements—the Paduan palace also shows Venetian and lagoon influences. These are visible in the open structure of the portico, its direct dialogue with the surrounding spaces, and the rhythm of the long arcades and dense pilasters, which make it resemble a covered street more than an enclosed building. These choices reflect a democratic ideology and a desire on the part of the Municipality of Padua to make public spaces as accessible as possible to its citizens, encouraging dialogue among them. The result is a building that consciously blends different architectural styles: the original Lombard Romanesque foundation and Venetian lagoon influences, within a vision of political propaganda aimed at monumentality and civic affirmation. This experimental and original approach would later culminate in the 14th century with the intervention of Giovanni degli Eremitani, who reinforced its symbolic and artistic value through the addition of the keel-shaped wooden ceiling.

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Come citare

Cortella, E. (2026). «Nova domus comunis padue que est in capite fori». Il Palazzo della Ragione di Padova nel Duecento / Nova domus comunis padue que est in capite fori». The 13th century phase of the Palazzo della Ragione of Padua . Il Capitale Culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, (33), 73–104. https://doi.org/10.13138/2039-2362/4250

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