Politica della lingua nell’Impero russo: aspetti legali e costituzionali
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v33i.4635Palabras clave:
education, mother tongue, legal right, constitution, language of instructionResumen
L’articolo si occupa del problema della scelta della lingua con la quale veniva impartita l’istruzione nell’Impero russo, assumendo come punto di osservazione l’aspetto dell’esercizio dei diritti legali e costituzionali dell’individuo. Gli autori analizzano l’esperienza della Russia imperiale come società multilingue nell’educare i giovani sia nel loro linguaggio natio che in russo. Secondo l’articolo, nella Russia del XVIII secolo il governo non aveva una politica linguistica definita e la maggioranza della popolazione era analfabeta. I ricercatori definiscono le cause della politica di russificazione nelle regioni dell’Impero con diverse etnie e i tentativi delle minoranze etniche di fornire istruzione nella lingua madre ai fanciulli nelle regioni dell’Impero con diverse etnie. L’articolo procede affermando che missionari e insegnanti russi giocarono un ruolo significativo nell’istruire le popolazioni indigene del paese e nel fornire le minoranze non alfabetizzate di alfabeti di nuova elaborazione creati sulla base dei caratteri cirillici. Gli autori analizzano i risultati della politica imperiale di istruzione e il loro impatto sulla vita degli individui.

