Quel che viene prima dell’azione: la legittimazione della violenza nella destra rivoluzionaria

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Pubblicato

18-11-2025

DOI:

https://doi.org/10.63277/qspg.v6i.4414

Autori

  • Angelo Ventrone Università di Macerata

Parole chiave:

Fascismo, modernità, società di massa, scienza e politica, virilità

Abstract

Nel corso del XX secolo la destra rivoluzionaria – nei suoi massimi rappresentanti, fascismo e nazismo – si è sentita più moderna dei suoi antagonisti perché partiva dalle più recenti scoperte della scienza per costruire una nuova proposta politica finalmente adeguata alle trasformazioni della società contemporanea. Solo comprendendo questo passaggio, è possibile capire il fascino che il fascismo e gli altri movimenti o regimi totalitari di destra sono riusciti ad esercitare sulla loro epoca. Ma il rapporto intrattenuto con la logica scientifica era paradossale e selettivo: da una parte, la si utilizzava per giungere a certezze indiscutibili, così da definire veri e propri dogmi politici da imporre all’insieme della società; dall’altra, se ne rifiutava la prima ragion d’essere, ovvero lo sforzo di rimettere costantemente in discussione i risultati raggiunti in una continua revisione delle proprie certezze.

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