Burke su diritto, rivoluzione e costituzione
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DOI :
https://doi.org/10.63277/gsc.v29i.4821Résumé
La posizione di Edmund Burke nel quadro del pensiero politico e costituzionale appare ambigua in ragione della differenziata enfasi posta nell’esposizione del suo pensiero politico e delle sue riflessioni filosofiche. Considerando le difficoltà emerse talvolta nella qualificazione di Burke quale pensatore conservatore, liberale o radicale, l’Autore si propone di esaminare le principali direttrici dei suoi scritti (sintetizzabili in: costituzione, rivoluzione e legge) suggerendo che nei suoi lavori, malgrado essi si connotino per un variabile stato emozionale, è possibile rilevare una linea di continuità di pensiero. Al termine della sua analisi, tuttavia, l’Autore del saggio, pur constatando l’adozione da parte di Burke del medesimo metodo che risulta dunque trasversale alla sua produzione, constata nel suo orientamento politico una persistente tensione tra conservatorismo e liberalismo; tensione che peraltro riflette le contraddizioni del moderno liberalismo. Il patto politico ispirato al principio di uguaglianza, infatti, assistendo l’immagine di unità, è necessariamente fondato su un apparato di governo a struttura gerarchica; ovvero l’acquisizione liberale del principio egualitario è filtrata da un ordine sociale gerarchicamente strutturato.

