Rendere la costituzione più cattolica? Strategie di adattamento cattolico alle libertà costituzionali belghe del 1831

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Publiée

2026-01-13

DOI :

https://doi.org/10.63277/gsc.v35i.4584

Auteurs

  • Roberto Dagnino Université de Strasbourg

Mots-clés :

Liberal Catholicism, Ultramontanism, constitutional liberties, laicité, separation Church-State

Résumé

La Costituzione belga del 1831 è, a ragione, conosciuta come una costituzione liberale. Introdusse numerose libertà – di religione, istruzione e associazione, fra le altre – che sotto il re olandese Guglielmo I (1815-1830) erano state, più o meno, fortemente limitate. Come risultato, essa lasciò le forze sociali libere di auto-organizzarsi. Tuttavia, così facendo, la Costituzione del 1831, retrospettivamente, aprì anche la strada a frizioni tra visioni sociali contrastanti. Questo articolo ricostruisce il contesto culturale e le strategie organizzative della Chiesa cattolica, uno dei due maggiori poteri dietro l’indipendenza del Belgio, nella cornice dell’ampia libertà costituzionale che era stata concessa. Come si relazionarono i prelati belgi con le evoluzioni internazionali e teologiche contemporanee, come ad esempio la scomunica nel 1832 del Cattolicesimo liberale di Lamennais, una delle più eminenti fonti di ispirazione per i rivoluzionari cattolici nel 1830? Come riuscirono a proteggere la posizione dominante della Chiesa nel settore dell’istruzione rispetto alla crescente mobilizzazione delle forze liberali? E, ultimo ma non meno importante, in che modo strutturarono le loro attività pastorali all’interno di una popolazione linguisticamente plurale? Il compromesso del 1831 fu chiaramente reso possibile dalla convergenza principalmente terminologica sulla libertà fra Liberali e Cattolici. Ciò non significa, però, che il così chiamato consenso unionista degli anni 30 dell’Ottocento rimase libero da frizioni. Da una parte, la costituzione e i suoi effetti positivi per la Chiesa doveva essere sganciata dal Cattolicesimo liberale di Lamennais al fine di evitare uno scontro fra episcopato e Stato. Dall’altra, l’ambiguità di alcuni articoli costituzionali su questioni di comune interesse tra Chiesa e Stato, specialmente l’articolo 17 sull’istruzione, rivela che un certo livello di ambiguità sulla libertà era di per se stesso fonte di possibile conflitto qualora articoli di legge sensibili necessitassero di essere tradotti in norme costituzionali concrete. Il risultato delle negoziazioni variava sulla base delle relazioni di potere del momento. Non sorprende, pertanto, che la difesa degli interessi della Chiesa all’indomani dell’Unionismo ispirò il clero conservatore e reazionario nell’adozione di una strategia più assertiva, come anticipato già negli anni 40 dell’Ottocento nella lotta contro una nuova – più olandese – grafia della lingua fiamminga.

Biographie de l'auteur

Roberto Dagnino, Université de Strasbourg

Maître de conférences, Faculté des Langue.