Il corporativismo in Romania fra le due guerre: fonti coincidenti e varietà contrastanti
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v42i.4541Palabras clave:
corporatism, professional representation, welfare policies, authoritarian politics, political moderationResumen
L’articolo assume come punto di partenza l’associazione prevalente del corporativismo rumeno tra le due guerre con la politica della destra e la sola figura dell’influente teorico M. Manoilescu, con il risultato di relegare storicamente i sostenitori del movimento in un ambito piuttosto marginale del processo di sviluppo ideologico nel paese. Si sottolinea che la tendenza interpretativa in questione deriva in primo luogo dai lasciti della cultura formata sotto il comunismo e incline a negare ogni nesso di significato tra la visione corporativa e la crescita delle politiche sociali, esse stesse poste esclusivamente in relazione alle pressioni sociali di carattere sindacale. La ricerca per svelare il senso del corporativismo sia come modello di associazione professionale orientato all’emergere di dispositivi di welfare, sia come visione di ricostruzione politica complessiva vuole condurre verso una migliore comprensione dell’interazione tra le varianti moderate e più fortemente autoritarie della sperimentazione corporativa locale.

