Le grandi riforme elettorali e la modernizzazione del Parlamento durante l’età vittoriana

Veröffentlicht

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v13i.5087

Autor/innen

  • Piero Gambale

Abstract

Il carattere permanente che il processo di modifica del “tessuto costituzionale” inglese ha assunto nell’ultimo decennio può essere forse meglio compreso leggendo i grandi classici della tradizione costituzionalistica inglese, tra i quali, con riferimento all’età vittoriana, spiccano indubbiamente quelli di Walter Bagehot e di Albert Venn Dicey. Come è noto, del resto, proprio i classici, e in particolare quelli dedicati all’approfondimento di tematiche di carattere costituzionale, devono essere concepiti come contributi “aperti”, in grado, cioè, di aiutarci in ogni tempo nella comprensione di nuovi eventi. In particolar modo avendo riguardo al ruolo del Parlamento in quell’ordinamento, l’opera scritta nel 1885 da Dicey – la Introduction to the Study of the Law of the Constitution – presenta tuttora una sua forte attualità; caratteristica che non è tanto ricollegabile alla descrizione che l’autore effettua circa la forma e i corollari del principio dell’onnipotenza della sovranità parlamentare, quanto, piuttosto, da relazionarsi, come si dirà in conclusione, alla capacità di porre al lettore di oggi una serie di pregnanti interrogativi circa la “ricollocazione” di tale principio nell’ordinamento, poste le innumerevoli sfide che esso subisce.