Cittadinanza e ordine territoriale: un itinerario a partire dal caso dei postnati (1608)
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v23i.4923Schlagworte:
Cittadinanza, Ordine Territoriale, Jus Soli, Conquista, Common LawAbstract
Quest’articolo propone una riflessione sull’intreccio tra il discorso sulla cittadinanza e la costruzione della spazialità politica come ordine territoriale alle origini della modernità. Prendendo le mosse dalla discussione del giurista Edward Coke sul caso Calvin del 1608, l’analisi mette a fuoco il legame che l’argomentazione giuridica stabilisce tra il principio dello jus soli e la regola di conquista che ha governato l’espansione della common law. Seppure una vasta letteratura abbia fatto riferimento al caso Calvin in relazione al dibattito politico e giuridico sulla cittadinanza, raramente viene messa in luce la connessione tra questi due principi giuridici. L’approccio proposto evidenzia due questioni centrali nella costruzione dell’ordine territoriale della cittadinanza. In primo luogo, viene messo a fuoco il carattere artificiale che lo spazio politico moderno acquisisce in ragione della sua concettualizzazione come spazio omogeneo e unitario. Da questo punto di vista, l’articolo pone criticamente in questione la letteratura che ha chiamato in causa il diritto naturale come principio fondativo dello jus soli e concentra, invece, la propria analisi sui passaggi che hanno portato a una riformulazione della dottrina medioevale della sovranità basata sulla finzione dei due corpi del re. In secondo luogo, il percorso di riflessione proposto mostra come l’ordine territoriale moderno sia stato costruito per opposizioni, e come la sua espansione sia avvenuta tramite la proiezione all’esterno dei confini eretti a protezione dello spazio omogeneo del suddito destinato a diventare cittadino.

