Alcune note per una storia della tecnica della legislazione invertita. Decreti- legge in Romania tra le due guerre

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Veröffentlicht

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v42i.4539

Autor/innen

  • Mihai Ghițulescu University of Craiova

Schlagworte:

Romania, Interwar Period, Constitution, Decree-law, King, Government, Parliament

Abstract

Immaginiamo che, tra 50-100 anni, gli storici della politica e del diritto della Romania ignorassero – o semplicemente menzionassero di sfuggita – la pratica di legiferare attraverso ordinanze semplici e urgenti! Sarebbe ovviamente un’immagine incompleta e fuorviante. Questo è il caso di quella che oggi chiamiamo la storia moderna e contemporanea della Romania. La pratica di legiferare da parte dell’esecutivo è quasi completamente ignorata. I decreti-legge sono solo citati, a seconda dei casi, come sintomi di una situazione eccezionale o di una deriva autoritaria. All’epoca erano oggetto di lunghe discussioni tra politici, giornalisti e avvocati. Sebbene le Costituzioni rumene del 1866 e del 1923 prevedessero che il potere legislativo fosse esercitato collettivamente dal Re e dalle due Camere, intervenendo il Re alla fine, buona parte della legislazione rumena fu adottata al contrario, senza alcuna ragione costituzionale. Il re praticamente ha fatto la legge e il Parlamento l’ha solo approvata. È vero, il Re non poteva cambiare ciò che il Parlamento aveva votato, mentre il Parlamento poteva cambiare ciò che il Re aveva decretato. Tuttavia, se le decisioni del Parlamento non potevano produrre alcun effetto senza la sanzione reale, i suoi decreti entravano in vigore prima della loro ratifica da parte del Parlamento. In questo saggio ci concentreremo su due periodi: (1) nel 1918-1920, il governo rumeno emanò un gran numero di decreti-legge, soggetti a successiva ratifica. All’inizio, fino al dicembre 1918, la pratica era in qualche modo giustificata da un presunto diritto di necessità; dopo questo momento sembrava arbitrario e autoritario; (2) nel 1934-1937, sulla base di diversi statuti e secondo questi, il governo emanò nuovamente una serie di decreti, soggetti a ratifica da parte del Parlamento. Si chiamavano anche decreti-legge, ma rappresentavano qualcosa di ben diverso da quelli del periodo precedente.

Autor/innen-Biografie

Mihai Ghițulescu, University of Craiova

Lecturer, Department of History, Political Sciences and International Relations, Faculty of Social Sciences.