«Soggetti della nostra graziosissima Maestà». Costituzionalismo e costituzionalizzazione nella colonia del South Australia: un’agenda per ricerche future
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v37i.4506Schlagworte:
Australia, travelling constitutionalism, German migration, nineteenth century, colonialism, establishment of law, press and media, state-building, popular engagementAbstract
La storia australiana più remota è abitualmente suddivisa in due periodi distinti in cui l’epoca coloniale (dal 1788 al 1900) è separata dall’epoca federativa (dal 1901 ad oggi). La prima fase indica il periodo in cui le colonie australiane furono fondate come corpi autonomi separati l’uno dall’altro; la seconda si riferisce al periodo successivo all’unificazione dell’Australia e alla creazione di un sistema federale di governo. Tuttavia, le circostanze in cui si trovava il Paese erano molto più complesse di quanto suggerisce questa semplice classificazione. Nel 1836, l’Australia Meridionale diventò una colonia libera. Questo status significava che, fin dall’inizio, i suoi coloni erano in una condizione eccezionale rispetto al contesto australiano. Non sono arrivati «per il piacere di Sua Maestà» ma per propria volontà; inoltre, per tutto il decennio successivo, la colonia ospitò anche una numerosa popolazione di migranti, in particolare tedeschi. Queste circostanze sollevarono questioni fondamentali concernenti la costituzionalizzazione, l’organizzazione del potere, l’origine e le influenze sul sistema giuridico nell’Australia meridionale, e verso cui i poteri esecutivo e giudiziario erano responsabili. Questo saggio esamina le basi del sistema politico-legale nel Sud dell’Australia in relazione a queste domande. Il caso di studio vuole mostrare sia una conseguenza sia una soluzione unica ai continui problemi di responsabilità di fronte a cui spesso si trovavano i teorici europei contemporanei, ponendo lo sviluppo dell’Australia Meridionale nel diciannovesimo secolo non come un elemento anomalo ma nel contesto di un «Europa all’estero».

