Impero d’Etiopia e impero fascista: un problema costituzionale
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v43i.4378Schlagworte:
impero, colonialismo, diritto pubblico, totalitarismoAbstract
Con la vittoria contro l’Etiopia del maggio 1936, l’Italia fascista acquisiva un impero, mentre il re d’Italia aggiungeva ai suoi titoli quello di «Imperatore d’Etiopia» e il duce diveniva ufficialmente il «fondatore dell’impero». Un’abbondante pubblicistica sosteneva che ciò dovesse portare a una nuova politica tutta da intendersi «sul piano dell’impero». Ciononostante, per buona parte della giuspubblicistica italiana l’Italia non diveniva un impero essa stessa, nulla mutando delle sue caratteristiche costituzionali, poiché l’impero non era altro che una unità amministrativa. Di fianco a queste interpretazioni più agganciate alla tradizione del diritto pubblico italiano, si facevano strada altre voci, a tratti dissimili tra loro, che premevano per una visione integralmente politica del diritto e attribuivano un significato notevole all’impero in vista della costruzione della «nuova costituzione» del fascismo.

