Impero d’Etiopia e impero fascista: un problema costituzionale

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v43i.4378

Autori

  • Olindo De Napoli Università degli Studi di Napoli Federico II

Parole chiave:

impero, colonialismo, diritto pubblico, totalitarismo

Abstract

Con la vittoria contro l’Etiopia del maggio 1936, l’Italia fascista acquisiva un impero, mentre il re d’Italia aggiungeva ai suoi titoli quello di «Imperatore d’Etiopia» e il duce diveniva ufficialmente il «fondatore dell’impero». Un’abbondante pubblicistica sosteneva che ciò dovesse portare a una nuova politica tutta da intendersi «sul piano dell’impero». Ciononostante, per buona parte della giuspubblicistica italiana l’Italia non diveniva un impero essa stessa, nulla mutando delle sue caratteristiche costituzionali, poiché l’impero non era altro che una unità amministrativa. Di fianco a queste interpretazioni più agganciate alla tradizione del diritto pubblico italiano, si facevano strada altre voci, a tratti dissimili tra loro, che premevano per una visione integralmente politica del diritto e attribuivano un significato notevole all’impero in vista della costruzione della «nuova costituzione» del fascismo.

Biografia autore

Olindo De Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico II

Professore associato di Storia contemporanea, Dipartimento di Scienze Sociali.