Tra politica e devozione: gli esordi lauretani dell’orafo Cosimo III Merlini /Between Politics and Devotion: The Early Works in Loreto of the Goldsmith Cosimo III Merlini
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DOI:
https://doi.org/10.13138/2039-2362/4431Parole chiave:
toscana, Firenze, Loreto, oreficeria, potere, Storia culturale, storiaAbstract
Il contributo ricostruisce la prima commissione medicea affidata all’orafo Cosimo III Merlini, una coppia di candelieri d’oro destinati nel 1614 alla Santa Casa di Loreto per volontà dell’Arciduchessa Maria Maddalena d’Austria. Attraverso fonti edite e inedite della Guardaroba Medicea e dell’Archivio della Santa Casa di Loreto, l’articolo analizza le fasi progettuali ed esecutive dell’opera, rivelando il ruolo di ideatore del Merlini e la complessa prassi esecutiva dell’opera. Il lavoro si inserisce nel più ampio contesto della politica devozionale e dinastica dei Medici verso Loreto, luogo privilegiato di autorappresentazione tra XVI e XVIII secolo. Le descrizioni inventariali e un’incisione settecentesca consentono una restituzione formale dei candelieri, perduti in seguito al saccheggio napoleonico del 1797. Il caso-studio evidenzia la valenza simbolica dell’oreficeria e il valore delle committenze come strumenti di propaganda politica e religiosa.
This contribution reconstructs the first Medici commission entrusted to the goldsmith Cosimo III Merlini: a pair of golden candlesticks destined in 1614 for the Holy House of Loreto by will of Grand Duchess Maria Maddalena of Austria. Drawing upon published and unpublished sources from the Guardaroba Medicea and the Archive of the Holy House of Loreto, the article analyzes the design and execution phases of the work, revealing Merlini’s role as its creator and the complex manufacturing process behind it. This study is situated within the broader context of the Medici's devotional and dynastic policy toward Loreto, a privileged site for self-representation between the 16th and 18th centuries. Inventory descriptions and an 18th-century engraving allow for a formal reconstruction of the candlesticks, which were lost following the Napoleonic plundering of 1797. The case study highlights the symbolic value of goldsmithing and the significance of these commissions as instruments of political and religious propaganda.
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