La ‘presidenzializzazione’ dell’esecutivo weimariano nell’ottica dell’equilibrio tra le forze sociali

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Pubblicato

2026-07-06

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v51i.5334

Autori

  • Ronald Car Università di Macerata

Parole chiave:

Presidenzializzazione, Weimar, Equilibrio tra forze sociali, Ernst Fraenkel, Otto Kirchheimer

Abstract

La trasformazione del governo parlamentare di Weimar in un autonomo esecutivo presidenziale è vagliata nell’ottica della teoria sull’equilibrio tra le forze sociali, che mette in dubbio la possibilità di erigere un efficace governo parlamentare quando determinate circostanze storiche conducono ad uno stallo nella lotta sociale. L’esecutivo parlamentare costituiva un punto imprescindibile del
programma costituzionale della SPD, che vi ravvisava l’unica soluzione compatibile con gli obiettivi di un socialismo democratico da compiersi per via legislativa. Ma la SPD poteva identificarsi appieno nel dettato costituzionale solo se l’esecutivo autonomo del Presidente fosse rimasta un eventualità – per l’appunto – eccezionale. Le ambiguità che si celavano sotto l’immagine della costituzione di Weimar e della SPD quali ‘fratelli siamesi’ la cui separazione comportava la morte per entrambi, costringeva la SPD ad essere il custode della costituzione a prezzo di crescenti contraddizioni. Da un lato, un’adesione totale al parlamentarismo non supportata dal dettato costituzionale; dall’altro lato, l’adesione alla teoria sull’equilibrio delle forze sociali, che invece prediceva la sostituzione del parlamentarismo con un presunto imparziale esecutivo presidenziale.