Il sistema politico e costituzionale nell’Inghilterra dell’età vittoriana attraverso il pensiero di Albert V. Dicey

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v13i.5079

Autori

  • Nicoletta Scattone Università degli Studi di Torino

Abstract

L’analisi degli equilibri politici e costituzionali caratterizzanti l’Inghilterra dell’età vittoriana sarà condotta attraverso le riflessioni svolte dal celebre costituzionalista inglese, Albert Venn Dicey, con particolare riferimento alla sua significativa opera, la Introduction to the Study of the Law of the Constitution, le cui otto edizioni alle quali partecipò l’autore furono pubblicate tra il 1885 e il 1915, e che qui si considera nella sua edizione italiana a cura di A. Torre, apparsa nel 2003 con il titolo Introduzione allo studio del diritto costituzionale. Le basi del costituzionalismo inglese, Bologna, Il Mulino. Significative risultano le due citazioni con le quali si apre il lavoro dello studioso oxfordiano: la prima di Burke, che nel 1791 scriveva di una «ammirevole costituzione» che ogni inglese avrebbe dovuto, se non comprendere, venerare; la seconda di Hallam, che diciassette anni dopo vedeva nella costituzione «l’oggetto di un interesse superiore». Se ai due autori che scrivevano durante il regno di Giorgio III la costituzione appariva rivestita di una certa sacralità, per Dicey lo scopo di uno studioso della costituzione non può che essere quello di comprenderla, al di là di ogni aprioristica venerazione.