Guerra civile e diritto: una costituzione per la Repubblica di Mussolini

##submission.downloads##

Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v16i.5033

Autori

  • Luciano Martone Università degli Studi di Napoli L'Orientale

Abstract

La contrapposizione ideologica, che ha caratterizzato gli studi sulla vicenda della Repubblica Sociale Italiana, ha scoraggiato sinora l’indagine storica degli aspetti giuridici dell’attività del governo fascista. Eppure in Italia nel periodo tra il 18 settembre 1943 – giorno in cui Mussolini annunciò da radio Monaco la creazione di un nuovo Stato fascista repubblicano – ed il 25 aprile 1945, operarono due governi, ciascuno a sovranità limitata, rispettivamente per l’occupazione militare tedesca e per quella alleata, entrambi su porzioni del territorio nazionale limitate e differenti: più ampia inizialmente quella della Repubblica di Mussolini, dal Centro al Nord, molto più ristretta, sempre nel periodo iniziale, quella del Regno Sabaudo al Sud. In altri termini per seicento giorni due realtà politiche e governative italiane svolsero, nella tragica situazione di guerra civie, un’attività legislativa, operarono nel campo amministrativo, misero in cantiere anche progetti di vasto respiro tendenti a legittimarsi e non solo in nome di una mera legalità burocratica.