«Una cosa sola formano Parlamento e Governo». Proroga delle sessioni parlamentari e uso delle commissioni di controllo in Italia durante la Prima guerra mondiale
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v17i.5018Abstract
È noto che durante la Prima guerra mondiale il Governo italiano abbia fatto ricorso alla proroga delle sessioni parlamentari, giustificando questa scelta con l’argomento secondo il quale, data l’urgenza del mo- mento, il Governo aveva bisogno di procedere in maniera spedita, senza i ‘lacci’ e le lungaggini parlamentari. In base all’art. 9 dello Statuto albertino, il re convocava ogni anno le due Camere, poteva prorogarne le sessioni, sciogliere la Camera dei deputati. Tuttavia, nella pratica, era l’esecutivo e in specie il presidente del Gabinetto a provvedere alle proroghe, presentandosi in Parlamento e mettendo ai voti la relativa proposta. Come è stato osservato, «Senza mai scioglierla, ma centellinandone le sedute, si dimostrò al Paese che, a differenza di Francia e Inghilterra, l’Italia poteva an- che fare a meno della Camera dei deputati: ma, anche in questo caso, si trattava di un perfezionamento dell’antica prassi sardo- italiana della proroga della sessione che nei decenni precedenti aveva consentito di far pervenire all’opinione pubblica il messaggio subliminale della sostanziale inutilità delle Camere» (Martucci 2002, p. 139. Sull’uso della proroga dei lavori parla- mentari durante la crisi di fine secolo, cfr. Meccarelli 2005). L’art. 9 dello Statuto albertino, conferiva alla Corona quello che alcuni autori chiamavano alta prerogativa: come capo dello stato il Re convocava ogni anno le due Camere, come potere moderatore prorogava le sessioni delle Camere e poteva sciogliere quella dei Deputati. Convocazione, proroga e scioglimento della Camera costituivano il cosiddetto potere parlamentare della Corona. La prassi costituzionale aveva poi distinto la chiusura dalla proroga, avendo questa in linea di principio l’effetto di sospendere le sedute delle Camere e di distruggere il precedente lavoro parlamentare.

