On the road again: osservazioni propositive intorno alla storia costituzionale

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v19i.4985

Autori

  • Paolo Colombo Università Cattolica del Sacro Cuore

Parole chiave:

metodologia, organizzazione del potere, limitazione del potere, costituzione, fonti storiografiche, comunicazione del sapere

Abstract

Il saggio si propone di ripercorrere i cambiamenti avvenuti all’interno della storia costituzionale italiana nell’ultimo decennio, in coincidenza con l’anniversario della fondazione del “Giornale” creato dal Laboratorio Barnave dell’Università di Macerata. Vi si analizzano i problemi di ordine metodologico che hanno inizialmente segnato questa ancor giovane disciplina – una branca tutt’ora saldamente costitutiva della storia delle istituzioni ma allo stesso tempo segnata dalla interdisciplinarietà e dalla comunanza con altre materie quali, in primo luogo ma non solo, la storia delle dottrine e del pensiero politico – tra cui spiccano la limitazione cronologica imposta dalla nascita delle costituzioni scritte (in una visione eurocentrica, il termine a quo è inevitabilmente il 1789) e la focalizzazione spesso troppo limitata sull’universo delle costituzioni in sé, piuttosto che sui processi plurisecolari che hanno portato alla loro genesi attraverso la costruzione di sistemi di limitazione del potere. Si sottolinea poi come oggi, a distanza di dieci anni, ci si possa invece confrontare fattivamente e serenamente con una storia costituzionale “largamente intesa” nella quale, senza ovviamente venire meno all’accortezza scientifico-metodologica che ha da sempre distinto la disciplina, possano essere introdotti a pieno titolo non soltanto una anche ampia dilatazione del periodo storico oggetto di studio ma anche un utilizzo più aperto ed innovativo delle fonti. Infine, viene proposto per il futuro un continuo rinnovamento nelle modalità espositive e negli stilemi comunicativi che permetta agli studiosi di storia costituzionale – sulla strada che il “Giornale” ha saputo aprire ed indicare nel corso della sua attività – di trasmettere in modo più facilmente fruibile ed avvincente le proprie conoscenze e riflessioni, segnandole (anche per un pubblico più ampio di quello degli studenti universitari) con quella passione che contraddistingue l’universale ed epocale vocazione del potere ad organizzarsi in forme sempre diverse.