Libertà e Ragione: connessioni e parallelismi tra illuministi lombardi e scozzesi sulla strada della modernità

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v20i.4974

Autori

  • Claudio Martinelli Università degli Studi di Milano Bicocca

Abstract

Nel saggio si analizzano le influenze culturali che hanno inciso sugli illuministi lombardi, gruppo eterogeneo i cui principali esponenti furono Pietro Verri e Cesare Beccaria. Il loro principale referente teorico, la referenza fondatrice, è la Francia della seconda metà del ’700, faro all’epoca dell’intera cultura europea. Tuttavia molti degli intellettuali italiani del XVIII secolo collocano nel loro Pantheon autori britannici, e soprattutto scozzesi: Bacon, Newton, Locke, Hutcheson, Hume, Smith, il cui atteggiamento moderato e pragmatico risulta ai lombardi più congeniale rispetto agli entusiasmi razionalistico-astratteggianti dei francesi. Anche l’utilitarismo di Bentham e poi quello di Mill offre lo spunto per un’etica laica ed anticonformista, in cui la felicità, e quindi il superamento del dolore, è visto come molla di ogni civilizzazione. Il loro contributo più interessante va rintracciato nel campo della scienza giuridica in cui si persegue l’obiettivo della certezza del diritto, svincolato dalla morale religiosa e connesso con quel contratto immanente che dà vita alla Stato. Il filo rosso che accomuna i vari pensatori è quello della libertà economica come irrinunciabile diritto individuale sul quale edificare una società libera, aperta ed antiautoritaria.

Biografia autore

Claudio Martinelli, Università degli Studi di Milano Bicocca

Professore ordinario di Diritto pubblico comparato.