Il contratto sociale nell’Illuminismo scozzese: percorsi della ricezione e della critica di un’idea moderna
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v20i.4971Abstract
In questo saggio si analizza l’influsso del diritto naturale moderno, e in particolare le elabora- zioni teoriche che fanno capo a Grozio e a Pufendorf, su alcuni pensatori dello Scottish Enlightenment. L’attenzione si sofferma su Gershom Carmichel, Francis Hutcheson e Thomas Reid – titolari in momenti successivi della cattedra di filosofia morale dell’Università di Glasgow – al fine di evidenziare la peculiarità della ricezione della teoria contrattualistica da parte delle variegate correnti della riflessione filosofica politica e morale del Settecento scozzese. La vicenda dell’interpretazione scozzese della dottrina dei “duo pacta et unum decretum” è significativa per le sue stesse deformazioni e semplificazioni in quanto attesta la grande circolazione dei testi e delle idee, nei primi decenni del Settecento, nei paesi protestanti. Gli intellettuali scozzesi, tutt’altro che chiusi in una dimensione provinciale, riformulano patrimoni concettuali provenienti da differenti tradizioni culturali, rielaborandole nei più diversi ambiti della ricerca sulla natura umana. Le teorie offriranno un distinto inquadramento al tema dei diritti naturali e a quello – consequenziale – della loro limitazione nella vita associata.

