Creating Space for Civil Society: Conceptual Cartography in the Scottish Enlightenment

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v20i.4968

Autori

  • Christopher J. Berry University of Glasgow

Abstract

Nella storia del pensiero occidentale, molte teorie hanno agito potentemente nell’affermazione di inclinazioni, sentimenti e concetti su cui si è poi concretamente costruita e retta la costituzione sociale: e questo al di là della loro valenza logico-sperimentale. Lo dimostra l’idea di “società civile” che, durante tutto il secolo XVIII, svolse un ruolo importante nello sviluppo dell’importante fenomeno giuspolitico che va sotto il nome di “illuminismo scozzese”. Con questo saggio, l’Autore focalizza l’attenzione sui personaggi di spicco di questo movimento (Smith, Hume, Kames, Robertson e Ferguson, fra gli altri), all’interno del quale venne via via a crearsi un “spazio concettuale” (conceptual space) con cui si sviluppò una nuova idea di società civile: un’idea dotata di sue peculiari caratteristiche rispetto alle nozioni di “Stato” e di “Costituzione”, con le quali veniva spesso associata negli altri contesti dottrinari. Nell’ambiente illuminista scozzese la società civile veniva invece ad essere identificata con quell’insieme di regole e di istituzioni che, assieme alle regole familiari, religiose ed economiche, includevano anche le abitudini, le credenze e i costumi capaci di tenere assieme il tessuto sociale di una nazione.