«La dittatura della convinzione». Mutamento costituzionale e conflitto sociale in Ferdinand Lassalle
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v21i.4958Parole chiave:
Dittatura, popolo, libera sottomissione, oggettività scientifica, CancelliereAbstract
Il saggio esamina le proposte del tribuno socialista Ferdinand Lassalle e della sua Allgemeine Deutsche Arbeiterverein – ADAV (Associazione generale dei lavoratori tedeschi) riguardanti una nuova teoria dello Stato e della costituzione, più adatta ai tempi nuovi della politica “popolare” rispetto al costituzionalismo dualista monarchico-liberale. In questo nuovo Stato, il potere non doveva più essere diviso, ma concentrato nelle mani di un unico soggetto, poiché lo esigeva il valore supremo a cui questi è votato: governare il popolo. Per Lothar Bucher, sodale intellettuale di Lassalle e futuro collaboratore di Bismarck nell'ideazione della costituzione imperiale e della figura del Cancelliere, Lassalle aveva svelato le potenzialità di un nuovo ethos politico incentrato sul carisma del capo e sviluppato una corrispondente forma governativa, riassunta nella formula “dittatura della convinzione”. La legittimazione democratica da lui invocata non si fondava su maggioranze numeriche, ma sulla «ragione guidata dall'oggettività della scienza», da intendere come libera sottomissione al potere dittatoriale di un capo votato al bene del popolo. Il dissenso avrebbe svelato con altrettanta oggettività scientifica una volontà antisociale e, di conseguenza, l'eventuale dissenziente avrebbe dovuto esser considerato come un «nemico della classe operaia».

