Un americanista davanti all’Unità d’Italia, ovvero, l’Atlantico mare nostrum

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v22i.4945

Autori

  • Tiziano Bonazzi Università di Bologna

Parole chiave:

Unità d’Italia, Guerra di Secessione Americana, Nazione, Pensiero Liberale, Conflitto Politico

Abstract

Le date dell’Unità d’Italia e quella dell’inizio della Guerra di secessione negli Stati Uniti coincidono: 1861. Tale coincidenza è ignorata dalle rispettive storiografie, che scontano così uno dei limiti principali di ogni storiografia nazionale, tendenzialmente portata a letture di tipo ‘eccezionalistico’. Ma in questo caso gioca anche l’ambiguo rapporto intellettuale da sempre esistente fra Vecchio e Nuovo mondo. È tuttavia possibile un esame comparato tra Italia e Stati Uniti in base ai quattro ele- menti della centralizzazione statale, della dimensione territoriale, del bisogno di nazione e del mito della modernità. Sia negli USA che in Italia, lo Stato era nato prima della nazione, su base verticale e gerarchica; la mancanza di una identità nazionale fu in entrambi i casi, sia pure in maniera diversa, il segno che la costituzione dello Stato era obbiettivo necessario ma non sufficiente. Nelle due realtà storiche, il processo di costruzione della nazione si svolse nei decenni successivi, grazie soprattutto alle rispettive classi politiche che erano di stampo liberale, fedeli alla Costituzione e allo Statuto, al parlamentarismo, al primato della legge, all’individualismo, alla supremazia della scienza, a una “laicità religiosa”, allo sviluppo economico di cui il capitalismo era artefice e al conseguente progresso del paese e dell’umanità verso un benessere e una libertà sempre maggiori. Di fatto però, la riunificazione statunitense a base nazionale fu il frutto – com’è stato detto – di un ‘compromesso razziale’, così come in Italia l’unificazione pagò lo scotto del conflitto politico, economico e sociale scatenato dalla ‘piemontesizzazione’. In Italia e negli Stati Uniti si riscontra un parallelo strutturale per cui la nazione da costruire o ricostruire come comunità nazionale fraterna in realtà cominciò a nascere o rinascere soltanto sulla base dell’esclusione, perché fu l’esclusione a gettare le basi della cooperazione fra i non esclusi, oltreatlantico i bianchi, da noi le élite sociali. Per entrambi i paesi, la nazione è stata un elemento decisivo, perché la sua costruzione ha consentito di omogeneizzare e far funzionare i due paesi in modo vieppiù efficiente e coerente con i bisogni della modernità. Tuttavia, essa, artificiale e politica come ha dimostrato di non poter non essere, ha trovato nei confini interni che gli scontri politici istituivano il solo modo di esistere.

Biografia autore

Tiziano Bonazzi, Università di Bologna

Professore di Storia americana presso la Facoltà di Scienze politiche.