Fondare l’equilibrio. Il veto sulle leggi nelle due costituenti settecentesche

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Pubblicato

2026-01-13

Fascicolo

Sezione

Fondamenti

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v23i.4925

Autori

  • Andrea Buratti Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Parole chiave:

Veto, Costituzionalismo, Rivoluzioni Americana e Francese, Equilibrio dei Poteri, Controllo di Costituzionalità

Abstract

Il saggio analizza le origini dell’istituto del veto sulle leggi nella Costituzione statunitense del 1787 e nella Costituzione francese del 1791. Per ciascuna delle due esperienze, si considerano i presupposti storici ed intellettuali dell’istituto, specialmente rispetto alle diverse accezioni della dottrina dell’equilibrio dei poteri, per poi analizzare in modo più serrato i modelli giuridici di riferimento e i dibattiti nelle due Assemblee costituenti. Mentre a Filadelfia il veto venne concepito tanto come strumento di protezione dell’equilibrio dei poteri, assicurando al Presidente una difesa avverso i «legislative encroachments», quanto come metodo di garanzia della costituzione avverso le leggi (presidential review of the legislation), in Francia questa seconda accezione del veto regio venne rigettata, mentre prevalse la sua dimensione di strumento di equilibrio e risoluzione delle controversie tra poteri, perfino nella sua funzione di “appello al popolo”.

Biografia autore

Andrea Buratti, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Ricercatore di diritto pubblico, Facoltà di Giurisprudenza.