Concedere la cittadinanza come Caracalla? L’esperienza francese e il Code Napoléon

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Pubblicato

2026-01-13

Fascicolo

Sezione

Itinerari

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v27i.4866

Autori

  • Luigi Lacchè Università degli Studi di Macerata (UNIMC)

Parole chiave:

Codice civile francese, Napoleone, Caracalla, cittadinanza, nazionalità, diritto romano, Costituzione antoniniana

Abstract

Questo articolo intende offrire una panoramica sul dibattito che ha riguardato il Titolo primo del codice civile francese (Cap. I, Del godimento dei diritti civili). Questo titolo è importante per diverse ragioni. Il code civil è il più significativo e influente esempio di codificazione civile per gran parte dell’Ottocento. La disciplina codicistica che riguarda la cittadinanza come principio di nazionalità basato sullo jus sanguinis segna un importante punto di svolta rispetto alla legislazione rivoluzionaria fondata sullo jus soli. Il dibattito fu lungo e articolato e vide Napoleone giocare un ruolo attivo, favorevole al principio dello jus soli in virtù dei suoi obiettivi geopolitici e strategici. I progetti e il dibattito evocano in vari modi il diritto romano e la Costituzione antoniniana del 212 d.C. Possiamo così cogliere alcune analogie ma ciò che più interessa è capire perché i giuristi francesi e gli oratori parlamentari usano il topos romanistico per costruire le loro strategie discorsive. Se la cittadinanza è un diritto individuale, proprio ad ogni nazione, come è possibile estenderlo? L’età del codice civile francese apre nuovi orizzonti ma anche nuove contraddizioni.

Biografia autore

Luigi Lacchè, Università degli Studi di Macerata (UNIMC)

Professore ordinario in storia del diritto medievale e moderno, Dipartimento di Giurisprudenza.