I diritti dei prussiani tra costituzione, legislazione e amministrazione (1850-1870)
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v28i.4851Parole chiave:
Diritti (dell’uomo e del cittadino), costituzione, legislazione, amministrazione, Prussia (Germania), XIX secoloAbstract
Prendendo le mosse, dopo una breve introduzione, da una ricognizione delle misure a tutela dei diritti individuali di libertà e di uguaglianza giuridica adottate nel biennio rivoluzionario prussiano (1848-49) per tradurre subito in pratica i principi di libertà e di uguaglianza giuridica che avevano messo in moto lo stesso processo rivoluzionario (2.), l’autore procede ad un’esposizione per quanto possibile esaustiva dei termini in cui quei principi e i loro corollari fecero ingresso nella carta costituzionale del 1850 (3.). Un’analisi di come e in che direzione furono sciolte legislativamente e attuate le promesse di legge relative ai diritti dei prussiani nel decennio postrivoluzionario dal governo e dall’amministrazione dei reazionari anni Cinquanta (4.), lascia emergere l’intento sostanzialmente anticostituzionale del governo degli anni Cinquanta nell’affrontare le problematicità che quei Diritti rimbalzavano alle forze politiche con la loro sola presenza. Nella parte del saggio sugli anni Sessanta dell’Ottocento 5), infine, si toccherà con mano come alcuni dei più importanti diritti dei Prussiani (diritto all’uguaglianza di fronte alla legge, alla libertà di stampa, alla libertà di associazione, alla libertà religiosa) furono riguardati in modo assai diverso sotto il governo liberale della Nuova Era prima e sotto il governo bismarckiano a partire dal 1862. Particolare attenzione è prestata nel saggio alle discriminazioni in materia di diritti di libertà e uguaglianza riservate agli ebrei prima del varo, nel nuovo contesto della Confederazione della Germania del Nord, della legge del 1869 che finalmente li parificò, dal punto di vista giuridico-formale, agli altri cittadini prussiani.

