Edmund Burke e i Monarchiens: analisi di un dialogo a distanza tra storicismo di matrice britannica e mite razionalismo francese
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v29i.4828Parole chiave:
monarchiens, storicismo, rivoluzione, razionalismo, riformaAbstract
Lo scopo di questo saggio è analizzare in chiave critica l’esistenza di un dialogo a distanza tra il pensiero politico-costituzionale di Edmund Burke e quello del gruppo dei Monarchiens che nella prima fase della Rivoluzione francese lottarono per introdurre un riformismo mite che sapesse rinnovare le istituzioni francesi sul mirabile esempio del modello costituzionale inglese. Una fiamma destinata a spegnersi velocemente sotto i colpi del radicalismo egalitario fortemente criticato da Burke e che in breve tempo aveva permeato le diverse componenti dell’Assemblea Costituente. Un egalitarismo che secondo Burke non aveva lasciato indenni neppure il gruppo dei Monarchiens le cui battaglie riformiste volte all’introduzione di una Monarchia costituzionale in Francia sul modello inglese erano viziate da un originario ed ineliminabile peccato consistente nell’aver fatto proprio, seppure in misura diversa rispetto ad un Sieyés, quel radicalismo illuminista che aveva avuto in Rousseau il suo ispiratore. Un dialogo, quello tra Burke ed i Monarchiens che se trovava un punto di convergenza nell’importanza dell’esperienza storica e nel valore della prudenza riformista sarebbe stato, altresì, destinato ad interrompersi anzitempo stante l’ineliminabile differenza nella concezione empirica dello Stato e della diseguaglianza sociale, rinnegata dai primi e che rappresentava per Burke il fondamento su cui riformare l’intero ordinamento.

