Edmund Burke nell’Inghilterra di Giorgio III: politica, costituzione e forma di governo
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v29i.4820Parole chiave:
Giorgio III, eredità costituzionale, Vecchi e Nuovi Whigs, rappresentanza politica, forma di governo britannicaAbstract
La storia costituzionale britannica si articola in fasi evolutive agevolmente riconducibili a lunghi periodi di reggenza di monarchi che hanno indirizzato lo sviluppo della società e le trasformazioni delle istituzioni politiche. Questo stato di cose può essere considerato il prodotto sia del verificarsi di significative trasformazioni costituzionali, inevitabili in archi temporali sì estesi, sia dell’influenza della personalità e dell’azione politica dei regnanti. La monarchia, benché allo stato odierno eserciti un ruolo marginale nella forma di governo britannica, ne è stata istituzione politica di snodo a tal punto da costituirne un’efficace chiave interpretativa. Procedendo, dunque, a ritroso e superando l’età vittoriana impressa nella memoria collettiva come un’epoca in cui si consolidava lo Stato liberale e si definiva la struttura dell’imperialismo, è stato nel corso del sessantennio di regno (1760-1820) di Giorgio III Hannover che si stabilirono i presupposti dell’assetto costituzionale, la cui fisionomia venne scandita dapprima dall’azione di personal rule di un Sovrano che aveva posto il controllo del potere esecutivo al centro del suo programma politico, e quindi dall’affermazione del party government. È nel mezzo di questa stagione di grande snodo della forma di governo del Regno Unito, parallela alle rivendicazioni delle colonie americane ed agli eventi rivoluzionari francesi che fortemente influenzarono il pensiero politico e incisero in senso conservativo sull’assetto costituzionale britannico, che si innestano, animando vivacemente il dibattito parlamentare, le riflessioni e l’attività politica di Edmund Burke. Della biografia intellettuale e politica dell’eminente Irlandese questo saggio si propone di ripercorrere i tratti salienti ponendo in rilievo una precisa linea interpretativa: in linea di continuità con l’evoluzione della monarchia limitata settecentesca nel suo passaggio verso una monarchia pienamente parlamentare, Burke si batté per arginare le pulsioni autoritarie della deriva monarchista facendo appello ai valori costituzionali ereditati dalla Gloriosa Rivoluzione e impegnandosi per una riabilitazione della dignità parlamentare, per il contenimento della frammentazione del dibattito politico, per la condanna del radicalismo rivoluzionario francese e per impedire la dispersione del patrimonio politico del partito whig in cui egli militò appassionatamente.

