Un socialismo panteista. Appunti sugli inizi filosofici di Jean Jaurès
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v30i.4802Parole chiave:
panteismo, religione, socialismo, marxismo, umanitarismo, Immanuel Kant, lotta di classeAbstract
Volendo considerare la questione dell’utilizzazione politica della figura di Jean Jaurès, a un secolo dal suo assassinio, si può notare come in Francia la sua memoria sia stata a lungo oggetto di disputa tra marxisti ortodossi e socialisti riformisti, entrambi interessati a riconoscerlo come propria fonte d’ispirazione. Ciò che, in tale disputa, è risultato sacrificato è stata la non trascurabile dimensione filosofica del pensiero jaurèssiano, la cui principale cifra distintiva è rappresentata da un umanitarismo panteista, con evidenti accenni religiosi, che solo in parte è risultato influenzato dal sempre maggiore avvicinamento di Jaurès al marxismo. Il saggio si divide in due parti. Nella prima si analizzano le due tesi scritte da Jaurès per il conseguimento del dottorato in Filosofia, insieme ad uno scritto frammentario pubblicato postumo, opere in cui vengono alla luce i profondi legami sussistenti tra le sue posizioni teoriche e la sua attività politica nei ranghi socialisti; e si cerca di mettere in rilievo la centralità che egli accordava a una sensibilità religiosa non dogmatica ed estranea a ogni chiesa istituzionalizzata. La seconda parte si occupa dei rapporti tra il pensiero di Jaurès e la dottrina di Marx, anche nell’ottica del contemporaneo dibattito scatenato dalle tesi revisioniste di Bernstein. Viene messo in luce il fatto che, per quanto Jaurès aspirasse ad essere un marxista ortodosso e alcune sue dottrine politiche lo rendessero difficilmente inquadrabile nell’ambito di un mero riformismo, il suo umanitarismo lo poneva necessariamente al di fuori di una visione rigidamente classista della società e della lotta politica, che non considerasse la redenzione finale dell’intera umanità come proprio scopo. In questo senso ci si interroga, nel corso dell’intero saggio, sulla possibilità di avvicinare la dottrina jaurèssiana ad alcuni fondamenti della filosofia morale e politica di Immanuel Kant.

