La Nazione libera ed armata, tra istruzione ed educazione secondo Carlo Pisacane

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Pubblicato

2025-12-19 — Aggiornato il 2026-01-28

Versioni

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v50i.4678

Autori

  • Leone Melillo Università degli studi di Napoli Parthenope

Parole chiave:

Carlo Pisacane, nazione armata, istruzione, educazione, Risorgimento

Abstract

Pisacane crede nel “risorgimento dei popoli”, che comprendono come sia facile addestrare i guerrieri e comporre gli eserciti. Gli stessi “conosceranno i pregi della moderna arte del guerreggiare”, anche se “l’arte della guerra non dovrà più essere il monopolio di pochi, ma la nazione tutta dovrà esser guerriera”, perché “fra lo stato di guerra e quello di pace non dovrà esservi alcuna differenza”. Un modello educativo che avverte “l’influenza dell’istruzione premilitare», per il “milite” e, quindi, per la “nazione armata”, fondato sulla convinzione che “la causa per cui combatte è giusta e utile per tutti”, che “gli ordini e le istituzioni militari sono state discusse ed adottate da tutta la nazione”, che “i capi sono quelli, che l’esercito stesso ha giudicato i migliori” e che la “disobbedienza verrebbe universalmente disapprovata”.

Biografia autore

Leone Melillo, Università degli studi di Napoli Parthenope

Prof. aggregato.