Teorie e prassi delle costituzioni sovietiche e della costituzione post-sovietica del 1993: dall’URSS alla Federazione Russa

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v33i.4628

Autori

  • Renata Gravina Sapienza Università di Roma

Parole chiave:

pensiero giuridico russo, costituzioni sovietiche, centralismo, federalismo, presidenzialismo

Abstract

L’articolo mira a ripensare l’evoluzione costituzionale sovietica dal 1918 al 1993, ponendo in evidenza anche le fasi costituzionali pre-sovietiche e post-sovietiche che, rappresentano un importante corollario della parabola costituzionale sovietica. Uno dei principali aspetti del costituzionalismo sovietico è rappresentato dalla coesistenza tra un relativismo etico, fondato su base socioeconomica e vicino al nichilismo nel trattare le questioni morali, e un’ampia tendenza moralizzatrice. In effetti, il dualismo giuridico russo si è formulato intorno a una dialettica continua tra l’eredità dell’idealismo tedesco che ha esercitato una forte influenza sull’impero russo (giustificando la metafisica dell’unità quale caratteristica tipica del pensiero filosofico e giuridico russo) e il modello marxista che ha favorito la linea materialistica della distruzione della legge e dello stato. La prassi costituzionale sovietica si è modulata inizialmente sul principio della legittimità rivoluzionaria sancito da Lenin, in seguito su quello della legalità socialista. Il principio socialista della legalità è stato poi superato dalla stagione stalinista e, successivamente recuperato, dopo la morte di Stalin. Altri principi importanti sono stati quello del centralismo democratico costituzionale e il principio del ruolo guida del partito comunista. Fino all’abolizione dell’art.6 (sulla supremazia del partito comunista), nessuna critica agli abusi costituzionali del passato ha determinato la cessazione di una prassi di centralismo nelle costituzioni e, a partire dal 1936, del principio del controllo del Partito comunista, imposto anche attraverso l’uso della forza. La simultanea presenza di un sistema di diritto e di un sistema di forza è stata in parte giustificata dall’ambivalenza del concetto stesso di legge (pravo), il cui ampio significato ha accresciuto una sorta di attrazione mistica verso il sovietismo (concepito fideisticamente) e una certa fragilità del sistema di legittimità giuridica. Il dualismo rappresenta una caratteristica permanente di qualsivoglia manifestazione culturale russa. Questo dualismo lega diverse fasi storico-costituzionali. Partendo da una riflessione pre-sovietica, continuando con l’iter costituzionale sovietico ricompreso tra 1918-1991 e arrivando fino all’epoca putiniana, l’articolo si presuppone di osservare con una metodologia ciclica hegeliana le premesse del sovietismo, la sua apoteosi e la fase di ricostruzione costituzionale, coincidente soprattutto con il post sovietismo di Vladimir Putin.

Biografia autore

Renata Gravina, Sapienza Università di Roma

Cultrice di Storia dell’Europa orientale, Dipartimento di Scienze politiche.