La chimera Antifa-Block. Alla ricerca della forma di governo per una “Weimar migliore” nella Zona di Occupazione Sovietica
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v34i.4618Parole chiave:
Antifa-Block, SED, Weimar, Otto Grotewohl, Walter Ulbricht, Zona di Occupazione SovieticaAbstract
Tra il 1945 e 1948, nella Zona di Occupazione Sovietica gli esponenti politici superstiti dell’era di Weimar erano accomunati dall’intento di rifondare la democrazia tedesca riparando agli errori del passato che a loro giudizio avevano aperto la via al nazismo. Su iniziativa comunista fu varata una istituzione governativa inedita – l’Antifa-Block – che, correggendo le disfunzionalità del parlamentarismo di Weimar, avrebbe dovuto gettare le fondamenta strutturali per una “Germania migliore”. Affinché la democrazia parlamentare non venisse nuovamente erosa dalle contraddizioni della società di classe, il processo decisionale fu vincolato alla regola dell’unanimità. Inoltre, per garantirsi contro l’instabilità delle coalizioni governative e l’ostruzionismo che avevano delegittimato i governi degli anni Venti, si negò ai partiti il diritto di porsi all’opposizione costringendoli ad una “solidarietà costruttiva”. L’avvio della Guerra Fredda nel 1948 permise alla corrente stalinista della SED di alterare le regole dell’Antifa-Block tramutandolo nello strumento con cui il partito-Stato SED monopolizzò il potere in modo apparentemente democratico. Rimane aperta la questione delle potenzialità dell’istituto in sé, in particolare se partiti divisi da interessi sociali contrapposti erano in grado di coniugare il pluralismo politico a una collaborazione unanime. La denuncia di ogni opposizione in nome della “democrazia armata” poteva essere una risposta valida alla crisi del parlamentarismo di Weimar? Ed infine, le (relativamente) libere elezioni locali e regionali del settembre-ottobre 1946 avevano dato prova che la solidarietà coatta dell’Antifa-Block poteva contenere il conflitto politico che accompagna le procedure democratiche di voto?

