Occultus propter metum. Esoterismo ed essoterismo nella riflessione di Carl Schmitt sullo Stato (1938-1948)
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v36i.4573Parole chiave:
Schmitt, Hobbes, Bodin, Benito Cereno, Jünger, nazismo, antisemitismo,, esoterismoAbstract
Attraverso una ricognizione degli scritti di Carl Schmitt tra il 1938 e il dopoguerra, l’Autore individua una linea di auto-interpretazione della complessa biografia intellettuale e politica del giurista di Plettenberg, che si nutre di tracce, citazioni implicite e allusioni al lettore. Il saggio su Thomas Hobbes del 1938 diventa così il segno di una svolta nel rapporto tra Schmitt e il regime nazista, come testimoniano anche alcune osservazioni riportate dai diari dello scrittore Ernst Jünger, ma mostra pure una peculiarità della scrittura di Schmitt, un doppio piano, che si ritrova anche nel dopoguerra.

