Occultus propter metum. Esoterismo ed essoterismo nella riflessione di Carl Schmitt sullo Stato (1938-1948)

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v36i.4573

Autori

  • Carlo Pontorieri Università degli studi di Napoli “Parthenope

Parole chiave:

Schmitt, Hobbes, Bodin, Benito Cereno, Jünger, nazismo, antisemitismo,, esoterismo

Abstract

Attraverso una ricognizione degli scritti di Carl Schmitt tra il 1938 e il dopoguerra, l’Autore individua una linea di auto-interpretazione della complessa biografia intellettuale e politica del giurista di Plettenberg, che si nutre di tracce, citazioni implicite e allusioni al lettore. Il saggio su Thomas Hobbes del 1938 diventa così il segno di una svolta nel rapporto tra Schmitt e il regime nazista, come testimoniano anche alcune osservazioni riportate dai diari dello scrittore Ernst Jünger, ma mostra pure una peculiarità della scrittura di Schmitt, un doppio piano, che si ritrova anche nel dopoguerra.

Biografia autore

Carlo Pontorieri, Università degli studi di Napoli “Parthenope

Dottore di ricerca in Storia del pensiero e delle istituzioni giuridiche romane, Dipartimento di Giurisprudenza.