La Cina e la storia globale del diritto internazionale
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DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v38i.4481Parole chiave:
Cina, diritto internazionale, legittimità, storia globale, eccezionalismoAbstract
Il diritto internazionale ha una natura intrinsecamente pluralista, soprattutto in un mondo globalizzato come quello odierno, in cui il suo compito continua ad essere quello di regolare i diversi stati e le loro diverse culture. Tuttavia, a partire dalla sua nascita come scienza moderna in Europa, nel corso del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo, il pluralismo del diritto internazionale è stato limitato all’interno di precise strutture gerarchiche che pongo al loro centro l’Occidente. Esse si sono sviluppate contemporaneamente alla formazione di narrazioni eurocentriche del diritto inter- nazionale che oggi non riescono più a rispondere alle esigenze di un mondo globalizzato e alle nuove voci emerse sul proscenio internazionale a partire dalla decolonizzazione. Per contrastare queste tendenze, recentemente, sono state introdotte “storie globali del diritto internazionale” tese a dare voce alla natura pluralistica della società e del diritto internazionale a partire dalla sua formazione. In questo contesto, la Cina offre una controteleologia alla narrativa classica del diritto internazionale di stampo occidentale. Non solo in virtù del suo ruolo di potenza globale emergente in grado di influenzare la formazione dei principi normativi alla base del futuro ordine mondiale, ma anche grazie alla propria storia del diritto internazionale. Questo articolo presenta una panoramica critica e un’analisi selettiva di approcci accademici cinesi rispetto alla storia del diritto internazionale. Il dibattito corrente sembra essere strettamente legato a una nuova concezione di modernità che non corrisponde più a un dictum occidentale. La prospettiva cinese, in questo senso, può contribuire ad arricchire il diritto internazionale, fornendo una base più ampia per la sua stessa legittimazione.

