Una costituzione per il regime? 1940: lo scoppio della guerra e del conflitto tra partito fascista e scienza giuridica
Pubblicato
Fascicolo
Sezione
Licenza

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0.
Gli autori mantengono tutti i diritti sull’opera originale senza alcuna restrizione.
I volume sono distribuiti secondo i termini della licenza internazionale Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 (CC-BY-SA 4.0) che consente la ridistribuzione e il riutilizzo di un’opera a condizione che il creatore sia opportunamente accreditato e che qualsiasi opera derivata sia resa disponibile con “la stessa licenza o una licenza simile o compatibile”.
DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v39i.4460Abstract
Suggerito dalla lettura di alcune fonti del periodo compreso tra la fine del 1939 e la metà del 1941, l’articolo intende ‘mappare’ e mettere in contrappunto alcune vicende storiche con l’acuirsi del contrasto tra gli integralisti del partito fascista e la scienza giuridica occupata a stendere un ‘cordone sanitario’ intorno agli ultimi residui dello Stato di diritto e della libertà delle persone. Le proposte per la redazione di una nuova costituzione che bloccasse ulteriori riforme delle istituzioni statali tese alla trasformazione dello Stato italiano in uno Stato-duce sul modello tedesco, andarono di pari passo con proposte dirette a interpretare alcuni caratteri del diritto pubblico fascista secondo criteri che ne mettessero in salvo gli elementi residuali di Stato di diritto.

