Intorno ai principi generali dell’ordina- mento giuridico fascista tra diritto e politica

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v43i.4381

Autori

  • Claudia Storti Università di Milano

Parole chiave:

Dino Grandi, legalità, Stato di diritto, diritti individuali, metodo tecnico-giuridico, metodo politico-nazionale

Abstract

La richiesta di Dino Grandi del 1940 di individuare e mettere per iscritto in una legge i principi generali dell’ordinamento giuridico fascista non solo generò un ennesimo campo di tensione tra i giuristi dell’indirizzo tecnico-giuridico e quello politico-nazionale, ma coinvolse anche la Corte di Cassazione e il segretario del PNF. Il proposito di queste pagine è soltanto quello di ripercorrere in sequenza alcuni episodi e inquadrare alcune disparate ‘tessere’ che, a mio parere contribuirono, nel continuo contrappunto – non solo sul piano della dottrina, ma piuttosto su quello della politica e dei ‘discorsi’ – tra i due indirizzi tecnico-giuridico e politico-nazionale, all’«epilogo positivista» dei principi generali dell’ordinamento giuridico fascista.

Biografia autore

Claudia Storti, Università di Milano

Prof.ssa ordinaria di Storia del diritto medievale e moderno, Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale.