Nel groviglio costituzionale del fascismo: lavoro, sindacati, Stato corporativo

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Pubblicato

2026-01-13

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v43i.4380

Autori

  • Giovanni Cazzetta Università di Firenze

Parole chiave:

Fascismo, Carta del lavoro, lavoro, sindacati, Stato corporativo

Abstract

Il saggio considera i discorsi attraverso cui i giuristi depurarono le parole ‘lavoro’ e ‘sindacato’ per immetterle nello Stato corporativo, in uno spazio costituzionale artificiale che celebrava la perfetta unione di individuo, nazione e Stato fascista. Il lavoro come dovere sociale, tutelato «a questo titolo, e solo a questo titolo» dallo Stato, mitizzava un ordine costituzionale privo di diritti, oggettivizzava il Lavoro senza lavoratori, le corporazioni senza sindacati.

Biografia autore

Giovanni Cazzetta, Università di Firenze

Professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno, Dipartimento di Scienze giuridiche.