Il regime fascista fra ‘diritto’ e ‘politica’: un caso di ‘dual State’?

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Pubblicato

2022-06-15

DOI:

https://doi.org/10.63277/gsc.v43i.4372

Autori

  • Pietro Costa Università di Firenze

Parole chiave:

diritto, politica, Stato, nazione, legalità

Abstract

Il saggio analizza il rapporto fra diritto e politica nell’Italia fascista. L’ordine giuridico ‘tradizionale’ e la sedicente ‘rivoluzione fascista’ sono due aspetti permanenti del regime e invitano a prendere in considerazione un’ipotesi già avanzata, per la Germania, da Ernst Fraenkel, che vedeva nel regime nazionalsocialista un ‘dual State’. Per Fraenkel, il rapporto fra politica e diritto in Germania è il rapporto fra ciò che egli chiama il Normative State e il Prerogative State. In questa prospettiva, l’ordine giuridico è interamente dipendente dalla decisione politica. Anche per l’Italia sembra plausibile parlare di un dualismo strutturale del regime fascista. In esso però il rapporto fra il diritto e la politica ha caratteristiche diverse. Il diritto non è semplicemente subordinato alla politica. Piuttosto, il rapporto fra diritto e politica ha un carattere sistemico; ed è proprio la coimplicazione fra politica e diritto che rende possibile il funzionamento del regime.

Biografia autore

Pietro Costa, Università di Firenze

Professore ordinario emerito di Storia del diritto medievale e moderno, Dipartimento di Scienze giuridiche.