La posizione giuridica internazionale di Fiume (1918-1924)
##submission.downloads##
Pubblicato
Fascicolo
Sezione
Licenza

Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0.
Gli autori mantengono tutti i diritti sull’opera originale senza alcuna restrizione.
I volume sono distribuiti secondo i termini della licenza internazionale Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 (CC-BY-SA 4.0) che consente la ridistribuzione e il riutilizzo di un’opera a condizione che il creatore sia opportunamente accreditato e che qualsiasi opera derivata sia resa disponibile con “la stessa licenza o una licenza simile o compatibile”.
DOI:
https://doi.org/10.63277/gsc.v44i.4342Parole chiave:
Reggenza italiana del Carnaro, Stato libero di Fiume, Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, Diritto internazionale, Primo dopoguerra, Trattato di RapalloAbstract
All’indomani del primo conflitto mondiale, i delegati delle Potenze vincitrici ridisegnarono a Parigi gli equilibri geo-politici internazionali. La dissoluzione della multietnica Austria-Ungheria portò alla nascita di diversi Consigli nazionali, espressione delle varie componenti etniche dell’Impero e dei nuovi Stati sorti nel primo dopoguerra. Una delle vicende più intricate dal punto di vista del diritto internazionale fu la questione adriatica. Ad attirare l’attenzione dei giuristi italiani fu soprattutto lo status giuridico del territorio appartenente al corpus separatum di Fiume. Tra la fine della prima guerra mondiale e il Trattato di Roma (1924), la città di Fiume visse una situazione convulsa ed incerta sotto il profilo politico, giuridico, amministrativo ed economico. Nel 1918, al Consiglio Nazionale italiano si affiancò contemporaneamente un Consiglio croato, dipendente dal Consiglio Nazionale di Zagabria proclamato all’interno del nuovo Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Seguirono anni di tensioni politiche e istituzionali. Dapprima Fiume fu occupata dalle truppe interalleate, successivamente l’occupazione dannunziana si trasformò in Reggenza italiana del Carnaro (Stato non riconosciuto) e infine, in seguito al Trattato di Rapallo, nacque lo Stato libero di Fiume (1921). Quest’ultimo sorse nel segno dell’instabilità a causa delle violenze fasciste che portarono all’esilio del leader del Partito autonomo Riccardo Zanella. La coeva dottrina italiana ha elaborato diverse teorie sullo status giuridico internazionale di Fiume spesso fortemente condizionate dalle pressanti tensioni politiche e dalla retorica nazionalista ma talvolta spogliate di ogni idealità e pregiudizio.

