Saints' Relics in Scuola di S. Giorgio degli Schiavoni: An Anti-Ottoman Pantheon

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Published

2018-04-26

DOI:

https://doi.org/10.13138/2039-2362/1854

Authors

  • Ana Marinković University of Zagreb

Abstract

The intensified military campaigns against the Ottomans in the second half of the fifteenth century palpably influenced the cult of saints venerated in Scuola di S. Giorgio degli Schiavoni, both by assimilating new saints, as well as strenghtening the existing cults through indulgences and relic acquisitions. The initial pair of patron saints – St George and St Tryphon, the city patrons of Bar and Kotor – delineated the geographical area where the majority of confraternity members originated from, that is, the Venetian Albania. The inclusion of St Jerome, the patron of Dalmatia, to the confraternal pantheon by Cardinal Bessarion's indulgence issued in 1464, in addition to rounding up the holy patronage to all the Eastern Adriatic Venetian dependencies, also marked the beginning of a strong anti-Ottoman motivation in the scuola's hagiographic horizon. The triple endowment of the Scuola in 1502 – relic acquisition, granting of indulgence, and commission of Carpaccio's monumental cycle – continued to work on the same line, and added to the practical aspect of spiritual support to the members of Venetian troops provenient of the Eastern Adriatic. However, the saints whose relics are today kept in the altar of the lower hall, including the patron saint of the Republic of Dubrovnik, point to an even wider devotional agenda, possibly arranged after the Battle of Lepanto, as the comparative analysis of the reliquaries show.

 

Le campagne militari contro gli Ottomani intensificatesi nella seconda metà del XV secolo influenzarono palesemente il culto dei santi venerati nella Scuola di S. Giorgio degli Schiavoni, sia attraverso l'assimilazione di nuovi santi, sia tramite il rafforzamento del culto già esistente verso le indulgenze e l'impulso all'acquisizione di reliquie. La prima coppia di santi patroni - San Giorgio e San Trifone, patroni della città di Bar e Cattaro - delimitano l'area geografica da cui proviene la maggior parte dei membri della confraternita, cioè l'Albania veneta. L'inclusione nell'indulgenza concessa dal cardinal Bessarione nel 1464 di San Girolamo, protettore della Dalmazia, oltre a estendere il patronato del santo a tutte le dipendenze veneziane dell'Adriatico orientale, segnò anche l'ingresso di una forte spinta anti-ottomana nell'orizzonte agiografico della scuola. La triplice dotazione della Scuola nel 1502 – l'acquisizione della reliquia, la concessione dell'indulgenza e la commissione del ciclo monumentale di Carpaccio – si pose sulla stessa linea, concorrendo al sostegno spirituale verso i membri delle truppe veneziane che provenivano dall'est Adriatico. I santi le cui reliquie sono oggi conservate nell'altare della sala inferiore, tra cui il santo patrono della Repubblica di Dubrovnik, indicano tuttavia un'agenda devozionale ancora più ampia, forse organizzata dopo la battaglia di Lepanto, come mostra l'analisi comparativa dei reliquiari.

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Author Biography

Ana Marinković, University of Zagreb

Art History Department, Faculty of Humanities and Social Sciences

How to Cite

Marinković, A. (2018). Saints’ Relics in Scuola di S. Giorgio degli Schiavoni: An Anti-Ottoman Pantheon. Il Capitale Culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, 25–44. https://doi.org/10.13138/2039-2362/1854