The Colonization of Democratic Discourse: A Habermasian Critique of “Crowds on Demand”

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Pubblicato

2026-07-09

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Articoli

DOI:

https://doi.org/10.13138/h.vi22.5369

Autori

  • Roberth Pascal Università di Macerata

Abstract

Questo articolo esamina Crowds on Demand, un’agenzia di pubbliche relazioni statunitense che ingaggia attori pagati come folle, manifestanti e attivisti per fini politici, aziendali e di lobbying. Utilizzando la teoria dell’agire comunicativo e l’etica del discorso di Habermas, mostriamo come tali pratiche distorcano le pretese di validità – significato, verità, sincerità e rettitudine – che costituiscono il fondamento della deliberazione democratica. Ripercorrendo l’evoluzione delle pubbliche relazioni, dall’idea bernaysiana di mediazione etica alla mercificazione della partecipazione civica, sosteniamo che imprese come Crowds on Demand rappresentino una forma particolarmente pericolosa di quella che Habermas definisce “colonizzazione del mondo della vita”: strumentalizzando la comunicazione per obiettivi dei clienti e occultando le motivazioni economiche, esse minano i principi stessi dell’etica del discorso che Habermas pone al centro della normatività democratica. Concludiamo che, in assenza di una  regolamentazione normativa che distingua l’attivismo che proviene autenticamente dal basso dall’attivismo come performance, la democrazia rischia una crisi epistemologica in cui i cittadini non possono più distinguere la partecipazione genuina dalla simulazione strategica.

Parole chiave: Partecipazione fabbricata, etica delle pubbliche relazioni, agire comunicativo, colonizzazione del mondo della vita, deliberazione democratica