Beyond the “personal” and the “political”. Rethinking journalism as relational work

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Pubblicato

2026-07-09

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Articoli

DOI:

https://doi.org/10.13138/h.vi22.5366

Autori

  • Giacomo Buoncompagni Università di Macerata

Abstract

Tradizionalmente, il processo informativo aveva il destinatario come punto finale di una negoziazione che iniziava con i produttori di eventi e raggiungeva il pubblico attraverso la mediazione giornalistica. Oggi, negli spazi digitali, i termini si sono invertiti: ogni individuo costruisce una dieta informativa specifica e idiosincratica, pur facendo ovviamente affidamento sui media mainstream. L’attenzione si sposta sul destinatario, che dispone di un numero quasi infinito di opzioni tra cui scegliere. Il singolo ricevente
diventa di fatto il proprio gatekeeper, meno supportato nel consumo delle notizie dal lavoro giornalistico di selezione, gerarchizzazione e presentazione. Inoltre, deve svolgere autonomamente questi processi, attraverso i canali informativi che ritiene più appropriati. A partire da questo scenario, che evidenzia le caratteristiche di una nuova ecologia dell’informazione, il contributo mira a descrivere e analizzare la complessa relazione tra produzione giornalistica e pubblici all’interno della sfera pubblica mediatizzata. L’obiettivo è comprendere come l’idea di campo giornalistico, inteso come “spazio di relazioni”, riesca a superare
tutte le logiche personali, politiche e tecno-economiche presenti nell’attuale flusso informativo, al fine di creare le condizioni per la co-partecipazione e, dunque, per la definizione di un nuovo patto informativo. Ci troviamo di fronte a un sistema informativo in transizione, capace di produrre cambiamenti nel pubblico e nelle modalità di formazione dell’opinione pubblica. Il fatto che i pubblici siano sempre più scettici e cinici può rappresentare un “vantaggio”, o meglio uno stimolo, per un giornalismo che tende a inseguire
più la quantità di notizie che la loro qualità.

Parole chiave: personale, politico, giornalismo, notizie, lavoro relazionale, pubblici