Governare l’esclusione. Meritocrazia, violenza di genere e l’erosione delle politiche di inclusività
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https://doi.org/10.13138/h.vi22.5364Abstract
Cosa accade quando l’inclusione, invece di aprire spazi di possibilità, finisce per regolare i confini dell’appartenenza? Lungi dall’essere un orizzonte neutrale o emancipativo, il discorso inclusivo si intreccia oggi a dispositivi di potere che selezionano, normalizzano e talvolta consolidano le esclusioni che intendono superare. Questo saggio propone una lettura critica delle retoriche inclusive del merito e della valorizzazione, interrogando i modi in cui esse rischiano di contribuire alla riproduzione di gerarchie
di genere e alla marginalizzazione delle soggettività non conformi. Al centro dell’analisi è la tensione irrisolta tra riconoscimento e normazione, agency e assoggettamento, in un contesto in cui l’inclusione rischia di radicarsi come strumento raffinato di governo. Pensare politicamente l’inclusione significa allora non darla per acquisita, ma interrogarla nelle sue condizioni, nei suoi limiti e nei suoi effetti.
Parole chiave: Inclusione, meritocrazia, equità, questioni di genere, cura

