Foucault e i confini del governo: la governamentalità

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Pubblicato

2017-12-25

DOI:

https://doi.org/10.13138/2037-7037/1734

Autori

  • Gianluca Vagnarelli unimc

Abstract

La riflessione sulla governamentalità, sviluppata da Michel Foucault in particolare nei corsi tenuti al Collège de France della fine degli anni Settanta, segna un significativo allargamento del tradizionale campo della politica come arte del governo. In particolare, Foucault andrà oltre il significato ristretto del governo quale esercizio della sovranità politica per affermare come al suo interno debbano essere ricondotte pratiche molteplici. In questa direzione, la governamentalità prenderà la forma di una politica poco politica che trasforma il “fuori” della politica nel suo asse di intervento principale. La politicizzazione foucaultiana testimonia così l’oltrepassamento di confini consolidati nella storia del pensiero politico e, segnatamente, del classico dualismo tra sovranità statale e soggetto di diritto nella direzione di una politica come campo aperto ed in continua ridefinizione. Di una politica, in definita, che fa della connessione con l’impuro e con ciò che tradizionalmente non le appartiene la sua stessa ragion d’essere.