Lucia Spadano, critica e giornalista d’arte, fondatrice della Rivista «Segno»/Lucia Spadano, art critic and journalist, founder of the magazine ‘Segno’
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Copyright (c) 2026 Maria Letizia Paiato

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DOI:
https://doi.org/10.13138/2039-2362/5263Abstract
Il contributo narra della vita della giornalista e critica d’arte Lucia Spadano, insieme a Umberto Sala, fondatrice nel 1976 a Pescara di Rivista «Segno», fra le più longeve d’Italia. Il saggio si pone l’obiettivo di fissare immediatamente in un contesto scientifico, a breve distanza dalla sua scomparsa avvenuta nel febbraio del 2024, il contributo di Spadano alla critica d’arte contemporanea, mettendone in luce il peculiare metodo di scrittura e di lettura dell’opera d’arte, a metà strada fra cronaca e critica d’arte, maturato in un contesto, quello degli anni Settanta di difficile affermazione professionale per le donne. Un fare sviluppato in un ambiente decentrato, fra le pagine di quotidiani locali e poi quelle di «Segno», sin da subito orientata a uno sguardo nazionale e internazionale. L’accesso a fonti dirette, materiali inediti conservati nella abitazione e anche sede della rivista, l’opportunità di raccogliere testimonianze dirette della famiglia, rappresentano la base del metodo qualitativo di ricerca empirica, usato per le argomentazioni di questo spaccato, nutrito di esperienze reali. Ne risulta un ritratto di Lucia Spadano, figura centrale nell'innovazione del linguaggio critico, grazie alla sua capacità di unire la cronaca giornalistica all’analisi estetica.
This essay recounts the life of the journalist and art critic Lucia Spadano, who, together with Umberto Sala, founded the magazine *Segno* in Pescara in 1976 – one of the longest-running art magazines in Italy. The essay aims to immediately establish, within an academic context and shortly after her death in February 2024, Spadano’s contribution to contemporary art criticism, highlighting her distinctive method of writing about and interpreting works of art – a blend of news reporting and art criticism – which developed in the 1970s, a period when it was difficult for women to establish themselves professionally. This approach was developed in a decentralised environment, within the pages of local newspapers and later those of *Segno*, which from the outset adopted a national and international perspective. Access to primary sources – unpublished material preserved in her home, which also served as the magazine’s headquarters – and the opportunity to gather first-hand accounts from her family form the basis of the qualitative empirical research method employed to underpin the arguments of this study, which is grounded in real-life experiences. The result is a portrait of Lucia Spadano, a central figure in the innovation of critical discourse, thanks to her ability to combine journalistic reporting with aesthetic analysis.
Riferimenti bibliografici
anni di Rivista Segno, (1976-2026), MAXXI Roma, 28 novembre 2025 <https://www.maxxi.art/events/50-anni-di-rivista-segno-1976-2026/> e <https://segnonline.it/50-anni-di-rivista-segno-1976-2026/>.
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Paiato ML., 40 anni di Segno, 31 gennaio 2026 < https://www.rivistasegno.eu/40-anni-di-segno/>.
Segno: un’avventura lunga 40 anni nel cuore dell’arte contemporanea <https://www.rivistasegno.eu/segno/segno-unavventura-lunga-40-anni-nel-cuore-dellarte-contemporanea/>.
Paccagnella C., Da cinquant’anni nel «segno» dell’arte contemporanea https://www.ilgiornaledellarte.com/Mostre/Da-cinquantanni-nel-segno-dellarte-contemporanea.
Poli F., Il sistema dell’arte contemporanea, Bari 2011, pp. 159-167;
Pescara, Corso Manthoné, Sede della rivista e della Biblioteca «Segno», appunti manoscritti di Lucia Spadano.
R. Sala, La rivista d’arte “Segno” compie 50 anni. Un dialogo in famiglia tra i fondatori, in «Artribune», 26 novembre 2025, <https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/2025/11/intervista-rivista-segno/>.

