Il valore pedagogico dell’allestimento. Ragioni, criteri e modi nelle scelte espositive di Licia Collobi Ragghianti/The educational value of exhibition design. Reasons, criteria and approaches in Licia Collobi Ragghianti’s curatorial choices
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DOI:
https://doi.org/10.13138/2039-2362/5255Abstract
Il contributo considera le proposte e le scelte di Licia Collobi Ragghianti (1914-1989) per la sistemazione e l’allestimento di musei e mostre. A partire dal progetto per la Galleria Estense a Modena, mai realizzato e finora dimenticato, la storica dell’arte elabora proposte museografiche che sempre tengono in considerazione la comprensione dell’opera d’arte da parte del pubblico. Nell’ambito delle mostre promosse nel secondo dopoguerra da Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), con la collaborazione della stessa Collobi, spicca la rivalutazione del ruolo delle arti decorative. Come attestano gli scritti della storica dell’arte, si tratta di ricostruire un mondo mentale ed estetico, presentando anche opere poco note e di difficile visione o del tutto ignote. Il coinvolgimento di Edoardo Detti (1913-1984), Ignazio Gardella (1905-1999), Nilo Gioacchini (1946-) nella progettazione di alcuni degli allestimenti esaminati nel presente contributo dimostra come nelle scelte espositive affiorino le ragioni metodologiche che guidano l’operare di Collobi.
This article examines the proposals and decisions made by Licia Collobi Ragghianti (1914–1989) regarding the layout and design of museums and exhibitions. Beginning with the project for the Galleria Estense in Modena – which was never realised and had remained forgotten until now – the art historian developed museographic proposals that consistently took into account the public’s understanding of the artwork. Among the exhibitions organised in the post-war period by Carlo Ludovico Ragghianti (1910–1987), in collaboration with Collobi herself, the re-evaluation of the role of the decorative arts stands out. As the art historian’s writings attest, the aim was to reconstruct a mental and aesthetic world, whilst also presenting little-known works that were difficult to view or entirely unknown. The involvement of Edoardo Detti (1913–1984), Ignazio Gardella (1905–1999) and Nilo Gioacchini (1946–) in the design of some of the exhibitions examined in this article demonstrates how the methodological principles guiding Collobi’s work are reflected in her curatorial choices.
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