Dischi-corazza del Piceno: distribuzione e significato

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Pubblicato

2025-12-23 — Aggiornato il 2026-02-08

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Fascicolo

Sezione

Saggi e articoli

DOI:

https://doi.org/10.63277/pcs.v45i.4770

Autori

  • Raffaella Papi Università “G. d’Annunzio”, Chieti-Pescara

Parole chiave:

civiltà picena, archeologia centro-italica preromana, cultura materiale e identità etnica, produzione metallurgica

Abstract

La presenza in una tomba di guerriero della necropoli di Colle Vaccaro di Colli del Tronto (AP) di una coppia di dischi-corazza di un tipo distribuito essenzialmente lungo il corso del Sangro, costituisce un’ulteriore prova archeologica dell’importanza della componente italica nella formazione della civiltà picena tra il VII e il VI secolo a.C. e del valore identitario di una classe di materiali a lungo incompresa. L’enorme accrescimento dei dati derivanti dagli scavi intensivi delle necropoli abruzzesi e dagli approfondimenti della ricerca universitaria, ci permettono di superare la tradizionale visione degli studi di settore dell’attardamento dello sviluppo culturale delle comunità preromane centro-appenniniche e medio-adriatiche, subalterne alle più avanzate civiltà dell’Italia preromana, come quella degli Etruschi, con i quali avevano fin dal IX-VIII secolo a.C. contatti diretti. Possiamo oggi affermare che la produzione delle classi più significative e peculiari della cultura materiale relative all’armamento maschile e all’ornato femminile ha avuto origine nel territorio abruzzese. L’invenzione dei dischi-corazza con la decorazione di stile “adriatico” è nata in Abruzzo e non nel Piceno, come i dischi di stola di bronzo laminato e le placche di cintura, che nascono nel distretto fucense e non a Capena. La distribuzione di questi materiali, insieme alla diffusione dell’architettura funeraria delle tombe a tumulo delimitato da un circolo di pietre, testimoniano la precocità e la portata dell’espansionismo italico che in età storica fondano gli stati nazionali dei Lucani e dei Campani. Nelle Marche l’apporto italico, testimoniato anche dagli storici antichi e dalle iscrizioni paleosabelliche, a partire almeno dal VII e per tutto il VI secolo a.C., ha contribuito alla formazione e all’affermazione di un’aristocrazia guerriera, diventando una componente essenziale dello sviluppo della civiltà picena.